Panic Button per Facebook


Uno degli argomenti più scottanti di questi ultimi periodi sono stati proprio la privacy e la sicurezza legata ai social network. Preso di mira una delle principali reti sociali, Facebook. C’è da dire che facebook ha cercato in tutti i modi possibili di arginare questo problema, installando nuove applicazioni ed aggiornando costantemente questo social net. Ma la ricerca continua per rendere la navigazione dell’utente al 100% SICURA. Infatti da pochi giorni, gli utenti inglesi di età compresa tra i 13 e i 18 possono navigare in piena sicurezza lontani dai male intenzionati.

Si inatti è stata introdotta una nuova applicazione “Panic Button” che consente agli adolescenti di essere avvisati tramite un messaggio visualizzato sul home page di eventuali abusi sul profilo.

L’iniziativa è stata promossa dopo mesi di collaborazione con facebook e CEOP (Child Exploitation and Online Protection Centre).
CEOP è una agenzia del governo britannico che ha il compito di rintracciare i criminali sessuali commessi online.

Ma non è tutto, Facebook continua a collaborare con CEOP per rendere la navigazione dei minori più sicura, infatti sta per essere creata una CEOP Facebook page, dove verranno trattati una vasta gamma di argomenti e tematiche che interessano i giovani.

Ora sicuramente vi state chiedendo, e per noi poveri Italiani? Ecco alcune parole di Barbara Saltamartini apparse su Repubblica:

Secondo la deputata Barbara Saltamartini, responsabile delle pari opportunità del Pdl, questo strumento di tutela non dovrebbe però essere limitato solo all’Inghilterra. “Il ‘panic button’ lanciato da Facebook in Gran Bretagna – ha detto – può essere un’utile iniziativa per proteggere i minori dalle insidie dei social network. Studi recenti purtroppo confermano che il cosiddetto ‘grooming’, ovvero l’adescamento online, è un fenomeno sempre più diffuso. Ben venga, dunque, l’applicazione. E credo anzi che sarebbe opportuno estendere questo progetto a tutti gli stati europei, realizzando una collaborazione tra Facebook e le associazioni nazionali che si occupano di tutela dei minori

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