Origin Big O, il computer dei sogni con Xbox 360 incorporata da 7.669 dollari: libidine!


Mancano ancora un po’ di mesi a Natale, lo sappiamo, ma abbiamo la netta sensazione che dopo aver letto questo post, molti di voi inizieranno a scrivere la fatidica “letterina” mettendo in cima alla propria lista di desideri il nome di Big O.
Di cosa stiamo parlando? Big O è un nuovo “computer dei sogni” che Origin PC, azienda produttrice di computer personalizzati con sede a Miami, sta per lanciare sul mercato. Si tratta di un grosso sistema ibrido (il suo case, dalla forma cubica, è grande quasi il doppio dei normali case) che unisce un potentissimo PC equipaggiato con un sistema di raffreddamento a liquido alla nota console Xbox 360 Slim di Microsoft.
La versione base, che costa 7.669 dollari, prevede: un processore Intel Core i7 930 overclockato a 4.0GHz; una scheda madre Rampage III Extreme; dual GPU Nvidia GTX480; 6GB di memoria (Corsair Dominator a 1600MHz); doppio SSD OCZ Vertex 2 da 50GB (RAID 0); hard disk Caviar Black WD da 2TB; masterizzatore Blu-Ray della Pioneer (12x); cuffie Creative Fatality per il videogaming; sistema operativo Windows 7 Home Premium a 64 bit; elementi extra come il lettore di card multimediali e lo switch di rete a 5 porte

Questo però era solo il modello base. Il Big O di Origin PC può essere ordinato anche in una versione più potente equipaggiata con elementi quali: dual CPU Intel Xeon X5680 overclockata a 4.3 GHz; scheda madre EVGA SR2; Quad GPU SLI EVGA GTX 480 FTW; 12GB di memoria (Corsair GT a 2000MHz); quadruplo SSD OCZ Vertex2 da 50GB (RAID 0); doppio hard disk Caviar Black WD da 2TB; masterizzatore Blu-Ray della Pioneer (12x); scheda audio HD a 8 canali; sistema operativo Windows 7 Ultimate a 64 bit; elementi extra (come quelli indicati sopra). Il tutto, alla modica cifra di 16.999 dollari.
Ah, quasi dimenticavamo. Quella storia della letterina a Babbo Natale era rivolta solo a figli di petrolieri e freschi vincitori di lotterie nazionali. Non abbiatene a male. In fondo, i nostri “normali” PC, quelli che ci accompagnano fedelmente e pazientemente nelle nostre peripezie quotidiane, non sono poi così male. Giusto?
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