Google Instant e le parole “proibite”


Google è buono. Google è bello. Google pensa che “là fuori” ci sia un mondo pieno di insidie. Ecco perché il nuovo sistema Google Instant, che permette di visualizzare i risultati delle ricerche senza premere Invio, blocca la comparsa automatica dei risultati ritenuti “rischiosi”: quelli relativi a termini aventi a che fare con la sessualità, la violenza e altre cose “brutte, brutte, brutte” che si possono trovare in Internet, così come nella vita.
Nulla di male, ci verrebbe da pensare. Se non fosse che questo sistema di protezione (o censura, fate un po’ voi) blocca anche dei termini che di periglioso o scabroso hanno ben poco. Il sito ’2600.com’ sta cercando di raccoglierli tutti in una lista e quello che ne sta venendo fuori è un quadro quantomeno grottesco, con termini assolutamente innocui bloccati da Google Instant e parole/frasi molto più controverse fatte passare senza battito di ciglia. Volete qualche esempio? Non vi resta che continuare a leggere.
  • 4chan – bloccato se seguito da uno spazio e una “b”. d’altronde è un fatto risaputo che le imageboard contenenti la sovversiva seconda lettera dell’alfabeto sono pericolosissime.
  • Are (sono) – se messo dopo termini relativi a gruppi etnici o religiosi (es. evangelists, iranians, ecc.) la ricerca istantanea viene bloccata. Google ci insegna che le persone non si giudicano in base alla loro etnia, religione o idee politiche.

  • Is evil (è malvagio) – se digitato dopo un nome (es. Google), “big G” non lo digerisce. E fa bene, perché il mondo è un luogo fatto d’amore, i cattivi non esistono, e tutti dobbiamo volerci più bene. Capito?
  • Hate (odiare) – come sopra.
  • Hairy (peloso) – Google non ama Lucio Dalla.
  • How to kill (come uccidere) – se volete scoprire come far fuori qualcuno è meglio rivolgersi ad artigiani del settore, non a un computer.
  • Lovers (amanti) – è vero che dobbiamo volerci tutti bene, ma senza esagerare!
  • Pamela Anderson – su, oggigiorno ce ne sono di più gnocche, non va più di moda!
  • Paris Hilton –Google Instant probabilmente è nato per bloccare lei, ma non ditelo in giro.
  • Rapping women – Google blocca anche gli sporcaccioni che non sanno scrivere. E poi, la musica rap femminile fa schifo, diciamocelo!
  • Teen (adolescente) – una bruttissima età, non andrebbe nemmeno più nominata!
  • Tentacle (tentacolo) – se questa l’avete capita, siete degli zozzoni!
Davvero niente male. Soprattutto se consideriamo il fatto che molte parole esplicite riguardanti il sesso e diversi insulti  vengono accettati da Google Instant senza problemi.
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