iPhone non sigillati in regalo: la truffa gira su Facebook


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Ottenere mi piace su Facebook? Un’operazione non semplice, ma non impossibile. Per prima cosa dovrete riuscire ad offrire un buon servizio/prodotto e seguire una strategia per raggiungere e catturare l’attenzione degli utenti. Una pagina nata da pochi mesi intitolata Prodotti Apple Gratuiti è riuscita ad ottenere ben 6.557 mi piace grazie ad un singolo post che ha raggiunto 10.206, 9.843 mi piace e ben 11.513 condivisioni.

Peccato che non si tratti di una tattica vincente, ma solo di una grande truffa! L’inganno gira su Facebook e si basa su una delle mode del momento, l’iPhone 5. Chi non desidera lo smartphone della Apple? In molti lo vogliono, ma non tutti possono spendere delle alte cifre per comprarlo. Gli utenti, dunque, hanno risposto in massa alla promessa lanciata dalla fanpage:

Abbiamo ricevuto 20 iPhone 5 16GB che non possono essere venduti perché non sono sigillati. Per questo motivo, stiamo facendo una lotteria su questa pagina!

Dopo questa breve spiegazione che invoglia gli utenti a fare praticamente qualsiasi cosa, troviamo le modalità per partecipare a questo strepitoso concorso che terminerà l’8 marzo 2013 (domani). Per tentare la fortuna dovrete dare un mi piace alla foto, alla fanpage, condividere l’immagine e… scegliere il colore del vostro futuro iPhone!

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Skimr, un lettore di feed RSS alternativo e minimal


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Per quanto semplice possa apparire la cosa riuscire a trovare un buon lettore di feed RSS è un’operazione che non può essere definita come una vera e propria passeggiata.

Esistono infatti molteplici risorse adibite allo scopo in questione e ciascun utente ha esigenze differenti ragion per cui riuscire a trovare il giusto lettore di feed RSS può diventare una vera e propria impresa.

Chi tuttavia non ha intenzione di complicarsi troppo la vita ed è alla ricerca di una risorsa minimal ma in grado di assolvere in maniera impeccabile alla funzione alla quale risulta preposta allora, sicuramente, sarà ben felice di poter fare la conoscenza di Skimr.

Si tratta infatti di un lettore di feed RSS molto semplice e dall’interfaccia utente minimale ed intuitiva, così com’è anche possibile notare dando uno sguardo allo screenshot al lato.

Piuttosto che fornire l’anteprima di una notizia o di mostrala in maniera completa con tanto di immagini e video, Skimr mette a disposizione degli utenti un elenco di tutte le news più recenti con un frammento di ognuna.

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Addio ai Netbook


Netbook

È durata circa cinque anni l’era dei netbook. Le ultime due aziende che li producevano, Asus ed Acer, hanno deciso di tirare i remi in barca ed hanno annunciato che nel 2013 non lanceranno sul mercato altri computer di questa tipologia. Manderanno fuori le scorte.

Nati nel 2007 con l’Eee di Asus i netbook hanno riscosso un notevole successo, soprattutto per il loro prezzo ultra-accessibile e per la loro portabilità. Non solo Asus ed Acer li hanno commercializzati ma anche altri produttori hardware, come HP e Dell, poi però sono arrivati i tablet.

Come ha dimostrato anche la recente contrazione delle vendite PC negli USA, le tavolette digitali hanno attaccato il mercato computer molto più di quanto si immaginava qualche tempo fa e a farne le spese per primi sono stati proprio i netbook. D’altronde non era difficile immaginarlo: chi cerca un device leggero, economico e soprattutto portabile perché mai dovrebbe puntare su un mini-computer quando ci sono a disposizione dispositivi versatili e completi come i tablet?

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DropBox: salvare e condividere online i propri file


Per chi ancora non lo conoscesse, Dropbox è un servizio di storage online che fornisce gratuitamente uno spazio di 2Gb liberamente utilizzabile per memorizzare i propri dati. Certo esistono altri servizi simili, ma personalmente utilizzo Dropbox per tutta una serie di motivi:

  • Si integra sia con Windows che con Linux e Mac, permettendo di avere disponibili i propri file indipendentemente dal sistema operativo utilizzato.
  • La sincronizzazione dei dati avviene in background in maniera “intelligente”: è possibile specificare una velocità massima di upload e download per non saturare la banda e nel caso di disconnessione supporta il resume automatico.
  • Consente la condivisione di file e cartelle/sottocartelle con altri utenti: ideale per condividere file/foto/video con amici e parenti.
  • Il supporto ai dispositivi mobili che consente di accedere ai propri file attraverso la versione mobile del sito ufficiale oppure, nel caso di iPhone, utilizzando il client apposito (fra poco verrà rilasciato anche quello per Android), nonché inviare file/foto da questi direttamente alle cartelle online vostre/dei vostri amici/parenti.
  • Last but not least i protocolli utilizzati da Dropbox sono: SSL (Transport Layer SecurityW) per la comunicazione col server e AES-256 (Advanced Encryption StandardW) per criptare i file sono fra i più sicuri e robusti attualmente esistenti.

Ma vediamo in dettaglio come funziona:

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Come creare password sicure


I furti di password delle ultime settimane, che hanno coinvolto milioni di utenti di Sony, Gawker e altri importanti servizi online di tutto il mondo, hanno messo in luce tre verità fondamentali: 1) le nostre password non sono mai al sicuro al 100% 2) viviamo in un mondo di illuminati convinti che password come “12345″ oppure “password” siano inviolabili 3) la stragrande maggioranza degli utenti utilizza la stessa password per tutti i siti, da quello con le ricette di Suor Germana all’account Gmail.

Questo ci ha spinti ad ideare un post in cui raccogliere un po’ di consigli utili e risorse per creare password sicure. Un po’ di sana logica, qualche accortezza in più e un pizzico di curiosità basteranno a mettere tutti i vostri account ragionevolmente al sicuro (per quanto possiamo fare “noi comuni mortali”), quindi non perdiamo altro tempo e vediamo subito come rendere più complicata la vita ai malintenzionati della Rete.

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Indirizzi IP esauriti, IPv4 e IPv6: facciamo un po’ di chiarezza


Girovagando sui siti d’informazione o sfogliando i giornali degli ultimi giorni, vi sarete sicuramente imbattuti in qualche articolo relativo all’esaurimento degli indirizzi IP. Ma cos’è successo veramente? Rischiamo il collasso di Internet? Moriremo tutti risultando ancora ventenni su Facebook? Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza.
Iniziamo col dire che fino ad oggi abbiamo utilizzato (e continuiamo ad utilizzare) un protocollo internet denominato IPv4, il quale è in grado di garantire un numero massimo di 4.3 miliardi di indirizzi IP. Gli indirizzi IP, un po’ come accade con i numeri di telefono e i telefoni, sono associati a ciascun computer affinché questo si possa collegare alla Rete. Il primo febbraio, l’autorità che ha il compito di assegnare gli IP, la IANA, ha assegnato l’ultimo blocco di indirizzi disponibili, esaurendo, di fatto, i 4.3 miliardi di IP garantiti dal protocollo odierno.

 

E allora come mai siamo ancora tutti in Rete e non notiamo nulla di strano? Il merito è tutto dei tecnici che, a conoscenza dei limiti dell’IPv4 da molto più tempo di “noi comuni mortali”, hanno provveduto a sfruttare il Network Address Translation (NAT), una tecnica che ha consentito lo sfruttamento di un solo indirizzo IP per più computer. In questo modo si è evitato il collasso di Internet, ma la situazione non è risolta.
Dopo l’esaurimento degli indirizzi IP, dovremo migrare tutti verso l’IPv6, una nuova versione del protocollo Internet che supporta 4 miliardi di volte il numero di indirizzi disponibili con l’IPv4.

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longSHORE, analizzare il contenuto presente dietro uno short URL e crearne dei nuovi


In determinate occasioni potrebbe essere molto comodo e vantaggioso creare uno short URL, specie quando si vuole abbreviare link troppo lunghi. Sparsi per la rete sono veramente tanti i servizi web e le applicazioni che gratuitamente e nel giro di un paio di click permettono l’esecuzione di questa operazione. Dal più famoso ed antenato bit.ly, a TinyURL o al nuovo goo.gl di Google tanto per citarne alcuni, fino ad arrivare a tantissimi altri che, in un modo o nell’altro, svolgono la medesima funzione di accorciare e restringere un link.

Un nuovo servizio web molto interessante per le caratteristiche offerte è longSHORE. A differenza di tanti altri simili, oltre ad offrire un modo veloce e conveniente per accorciare gli URL, permette di analizzare un qualsiasi short link per verificarne l’autenticità e di evitare che vengano aperti collegamenti nocivi o potenzialmente dannosi.

Nella pagina principale del servizio web è possibile, nei due campi presenti, inserire lo short URL per espanderlo ed analizzare il contenuto presente oppure inserire una qualsiasi URL ed ottenere un link breve. Ma le potenzialità maggiori di longSHORE sono legate all’estensione (per Firefox) e agli userscript (per Google Chrome ed Opera) disponibili che lo stesso servizio offre. Entrambi lavorano nello stesso modo.

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